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[Testo tratto dal sito web Sito paleolitico La Pineta Isernia dell'architetto Davide Monaco: ne consigliamo la visione all'indirizzo http://xoomer.virgilio.it/davmonac/homo/ ]
Nel mese di Maggio del 1979, il
ricercatore Alberto Solinas in vacanza nel Molise scoprì, lungo la
superstrada in costruzione Napoli-Vasto nelle immediate vicinanze del
centro abitato di Isernia, quello che è stato definito il ritrovamento
paleoantropologico più importante d'Europa. Nel cuore d'Italia l'accampamento paleolitico più antico d'Europa
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La documentazione culturale dell'esistenza
umana viene divisa generalmente in due grandi periodi principali.
Nell'ultimo periodo, quello in cui viviamo, si usano i metalli; nel
primo, essendo i metalli sconosciuti venivano fabbricati gli utensili in
pietra. Per questa ragione i due periodi vengono definiti con i nomi di
'Età della pietra' ed 'Età dei metalli'.
Il Molise paleolitico Nonostante siano trascorsi quasi venti anni dalla scoperta dell'oramai famoso giacimento Paleolitico di Isernia, la conoscenza sulle più antiche fasi della Preistoria nel Molise è rimasta legata, fino in anni recenti, agli studi scientifici effettuati sui materiali rinvenuti in questo importante giacimento. I manufatti litici così come tutte le altre categorie di reperti (ossa, pollini, carboni), devono essere inseriti in un contesto climatico-ambientale che permetta la comprensione del comportamento dell'uomo preistorico. Numerosi manufatti di tale genere sono stati rinvenuti nel corso degli anni in varie località, soprattutto nell'Alto Molise. In particolare, il maggiore numero di ritrovamenti è stato effettuato, oltre naturalmente ad Isernia, in due zone non molto distanti l'una dall'altra: il territorio circostante Agnone ed il territorio di pertinenza dei comuni di Carovilli e Pescolanciano. Tratto da: Giacimento paleolitico La Pineta di Isernia - Homo Aeserniensis - Edito da Davide Monaco - Isernia 1996
Aree con maggiore presenza di reperti
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